Corsi per gruppi e sedute private.
Nei miei corsi la parte filosofica inerente allo yoga trova poco spazio, sebbene alcuni maestri seguano una didattica che, al contrario, comprende anche concetti della filosofia e cosmologia indiane. Parto dall´assunto, basato sull´esperienza, che quasi tutti i partecipanti siano primariamente interessati alla pratica. Perció desidero dare in questa pagina un’idea di cos’é e come si svolge questa pratica, e quali ne sono i principi ispiratori.
Definirei lo yoga come un sistema di conoscenze e tecniche incentrate su posizioni e movimenti, in cui la consapevolezza e padronanza del corpo ed insieme del respiro, sono guidate da lucida coscienza e tranquilla presenza di sé. Cosí, se durante una “seduta” mantengo la mia attenzione sul “qui e ora”, mentre “entro” in una asana (e cioé una posizione yoga) e poi ne “esco” ed “entro” in un´altra, se sono ancora concentrato su tutto il corpo (in equilibrio tra sforzo e rilassamento!), oltre che sul ritmo e qualitá del respiro, allora sto praticando lo yoga. Insomma cerco di realizzare l´unione e armonizzazione delle mie componenti fisiche, mentali e spirituali, coordinando il movimento del corpo con il respiro attraverso il flusso ininterrotto di vigile consapevolezza. E, per inciso, voglio sottolineare quanto importanti per la nostra salute mentale, siano tali modalitá non usuali dell´essere, in quanto diametralmente opposte a quelle della vita abituale, (quasi) sommersa dai piú svariati, e sempre piú invadenti stimoli esterni. E allora, invece di essere proiettati verso l´esterno, con la pratica di tale disciplina, ci rivolgiamo verso il nostro interno, ci guardiamo e ascoltiamo dentro, tanto che qualcuno ha parlato di “sensi propriocettivi”.
Soprattutto lo yoga é il contrario del “normale” stato di dispersione mentale in cui si vive (chi ne é immune?) identificandosi, di volta in volta, con varie “voci” o pensieri, piú o meno ricorrenti, o peggio ancora, facendo finta di non averne. Secondo Patanjali lo yoga é la sospensione delle fluttuazioni della mente. La definizione rieccheggia in fondo le veritá di base comuni ad altri sistemi ed altre latitudini. Basti ricordare gli antichi toltechi e l´insegnamento di Don Juan che istruiva il suo allievo Carlos Castaneda a eliminare il continuo dialogo interiore, se voleva percorrere il cammino della vera conoscenza.
Ed ora, due importanti chiarimenti. Il primo per coloro che si sentono a disagio all´idea di immobilitá prolungate. Lo yoga puó essere anche movimentato o dinamico, con ripetizioni veloci di un esecizio, e respiri fortemente ritmati e profondi. É il caso del kundalini yoga, ricco di risvolti terapeutici, e che fa parte dei nostri corsi avanzati. Il secondo chiarimento, per quelli che ancora si domandassero se nei nostri corsi c´é anche la meditazione. Certo che c’é, e solitamente come momento finale dei circa 90 minuti della seduta. Voglio peró porre in evidenza che, leggendo attentamente la descrizione di cui sopra, s´intuisce che tutta la pratica di yoga é giá di per sé una forma di meditazione. Per concludere vorrei fosse chiaro che, nonostante questa impostazione cosí “seria”, non amiamo di meno la ”leggerezza” che la profonditá: nei nostri corsi si ride (o almeno si sorride) e si canta! A volte, dopo aver meditato, s´intona assieme un mantra oppure il canto karnatico in gruppo, in cui produciamo onde sonore che ci compenetrano con sorprendenti effetti positivi sul nostro campo vibrazionale.
Informazioni sul relatore: Ugo Argenton
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